giovedì 6 novembre 2008

Foto dell'iniziativa su scuola e università del 4 novembre

L'iniziativa del 4 novembre sulla scuola e l'università è stata un buon successo per il Partito sia sul versante della partecipazione, sia su quello dei contenuti politici che ne sono emersi. Ci piace, quindi, riportare qui alcune immagini prese in quella bella serata al Palazzetto del Mare.



Giovannino implacabile prima dell'inizio

Lidia Vicinanza, Enzo Celotto e Catello Polito alla presidenza


L'intervento di Michele Starace


L'intervento di Biagio Di Ruocco


L'intervento di Alessandra Staiano

martedì 28 ottobre 2008

Scuola: zona di interesse strategico nazionale

INSIEME PER LA SCUOLA
E L’UNIVERSITA’ PUBBLICA


Martedì 4 novembre 2008, ore 18.00- Palazzetto del Mare

ASSEMBLEA PUBBLICA PER DIRE INSIEME

NO A 8 MILIARDI DI EURO DI TAGLI
NO ALLA CHIUSURA DI 4.000 ISTITUTI,
NO ALLA PERDITA DI MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO
NO BLOCCO DEL TURN OVER ALL’UNIVERSITA’
NO ALLE FONDAZIONI PRIVATE
NO AL RITORNO AL PASSATO

SI AGLI INVESTIMENTI SULLA SCUOLA PUBBLICA
SI AGLI INVESTIMENTI PER LA RICERCA E L’UNIVERSITA’
SI AL FUTURO DEL NOSTRO PAESE

Introduce : Lidia VICINANZA, docente scuola media

Interverranno : rappresentanti degli studenti , precari e insegnanti di ruolo, dirigenti scolastici, rappresentanti sindacali e genitori

Conclude Corrado GABRIELE,
Assessore Pubblica Istruzione Regione Campania

Saranno con noi : Catello Polito, Tonino Scala, Mariella Parmendola, Biagio Di Ruocco, Catello Foresta, Camilla Scala, Fabiola Toricco

anche Castellammare dice no alla Gelmini e decreto 133

domenica 26 ottobre 2008

PER SALVARE LA SCUOLA E L'UNIVERSITA' PUBBLICA

Si mobilitano in tutto il Paese studenti e docenti. Si esce dalle aule per far sentire la voce di chi nella scuola vive e lavora.

La cosiddetta riforma Gelmini opera pesantemente con tagli da 8 milioni di € tra insegnanti e personale ATA e con la chiusura di oltre 4.000 scuole sul territorio.
Nella scuola elementare con la restaurazione del maestro unico si prospettano radicali tagli al personale e riduzione dell'offerta oraria e didattica che inciderà sulla gestione familiare a carico delle donne.

La scuola pubblica diventerà sempre più povera di risorse sia umane che economiche.

I tagli ai fondi per la ricerca negli istituti universitari bloccano lo sviluppo scientifico e culturale del Paese, mettendole nelle mani di fondazioni private che, inevitabilmente, indirizzeranno le finalità dei progetti.

L'abbassamento dell'obbligo scolastico a 14 anni aumenterà il numero di ragazze e ragazzi senza un'adeguata preparazione culturale.

Un popolo che non è culturalmente cosciente è un popolo non libero che ha perso il riferimento alla nostra Costituzione democratica e antifascista.

La cosiddetta riforma Gelmini impoverisce la scuola pubblica, la scredita lasciando che perda linfa vitale, opera affinché si esaurisca il dialogo democratico e critico al loro interno con strumenti punitivi, come il 7 in condotta, che non risolvono i reali problemi dell'istruzione come il bullismo.

Il partito al potere, il partito dominante, che opera per vie costituzionali ma non democratiche manda in rovina la scuola di Stato, impoverisce il suo bilanci, ignora i suoi bisogni.


Ci batteremo al fianco del mondo della scuola e dell'Università per fermare l'attacco al cuore della nostra democrazia. Agli inizi di novembre promuoveremo un'assemblea pubblica per dare voce a tutti.

domenica 12 ottobre 2008

ESORCIZZARE LA SCONFITTA

di Ercole Ercoli*

Credo che la manifestazione di ieri a Roma sia stata per tutti l’occasione per tirare un sospiro di sollievo. Forse ha ragione l’articolo di Repubblica, in cui si sostiene che c’era un clima meno allegro, meno festoso di quello che solitamente caratterizza le manifestazioni della Sinistra. Almeno all’avvio era così. Eravamo tutti tesi, preoccupati, alla partenza. Avevamo paura che dopo i pochi voti nelle urne della scorsa primavera, fossimo in pochi a tornare in piazza. Anche il Manifesto era prudente, molto prudente, quasi irritante, nel dire che si poteva ragionevolmente pensare di ritrovarsi in 40000, al limite 50000. È in questo clima di paura e incertezza che parto in torpedone con i compagni del Circolo stabiese, notando pure che, in altre occasioni, s’era riusciti ad essere qualcuno in più. Alla sosta in autogrill abbiamo iniziato, però, ad intuire che, forse, ce l’avremmo fatta. Ci ritroviamo in molti, incontriamo gli altri compagni che da tutto il Sud convergono in autobus a Roma per la manifestazione. Rinnoviamo, così come gli altri gruppi, il rito conviviale che è giusta protasi di ogni corteo. Si condividono vino, panini, frittate di maccheroni, birra, caffè che consumiamo ad una mensa improvvisata, ma allegra e distesa. La tensione scende un po’. Prima di ripartire incontro un compagno che afferma perentorio: “Ha detto Grassi che la manifestazione riesce!”. Non oso opporre i miei restanti dubbi, speriamo in bene! Arriviamo a Roma e fa caldo, il cielo è terso, c’è poco vento. Al terminale dell’Anagnina, si contano i pullman in sosta, si valuta quanto distanti dalla stazione ci abbia lasciati l’autista. “Siamo troppo vicini, la fila delle corriere ferme è corta!”. “No, sbagli, siamo noi ad essere arrivati presto questa volta!” Salgo trepidante i gradini della stazione della metropolitana di Piazza Esedra, temendo, come molti altri credo, di trovarmela davanti vuota. Ricordo il penoso spettacolo di Piazza del Popolo, un anno e mezzo fa, dove fummo pochi, mogi, svuotati. Spero che non si bissi quel fiasco, ma per me il flop è una delle possibilità date. Invece no, in piazza c’è gente e corro avanti, arrivo a Piazza dei Cinquecento e c’è gente fin lì. Il corteo è formato e la testa già volge in via Cavour. Torno indietro, sollevato. I numeri del Manifesto ci sembrano ormai soltanto scaramantici. Il corteo parte e ci iniziamo a muovere in questo fiume umano che scorre lento e possente per le strade di Roma. C’è gente accorsa da tutta Italia, rappresentanti di movimenti e vertenze, la piattaforma è ampia, le parole d’ordine molte e significative. Procediamo, scattiamo fotografie, guadagnamo una posizione elevata e vediamo che è tutto un mare di bandiere rosse: la Sinistra c’è, non doma, a ritrovare forza e coscienza di sé, dopo sconfitte e mortificazioni. “È la fine della ritirata”, dice bene Ferrero. Sventolano alte, nel cielo di Roma, le bandiere rosse, le bandiere belle, anzi bellissime, dei comunisti che senza dubbio prevalgono in numero. Devo dire che non ho quasi mai portato le bandiere ai cortei, le trovo d’impiccio. Invece questa volta ne recupero una e la porto in spalla per quasi tutto il percorso fino al comizio finale, divertendomi e compiacendomi a sventolarla. Forse questa è stata una manifestazione identitaria. Non credo, però, lo sia stato nel senso deteriore che van definendo certi autoproclamati innovatori. Di certo quella piazza non chiedeva formole organizzative nuove o nuoviste. È l’identità dei comunisti, della Sinistra politica italiana ad essere tornata in piazza, bella, forte di sé, della sua storia, della sua presenza, della sua proposta. Credo che la parola d’ordine più sentita dai manifestanti sia stata “Esorcizzare la sconfitta!”. Una parola d’ordine non scritta nei documenti ufficiali, ma diffusa nelle menti e negli animi di ciascuno dei presenti. Possiamo dire che ci siamo riusciti, magari non del tutto, ma ci siamo riusciti. Possiamo dire che forse i Congressi, duri e laceranti, siano un po’ di più alle nostre spalle. Per questo ha dato fastidio, sì, ma soltanto per un momento, vedere Vendola, Migliore e Giordano sfilare per un tratto a braccetto con Occhetto, rinnegato e apostata, che attraversava alquanto baldanzoso il corteo, nonostante il giusto sprezzo dei più. S’arriva in Piazza Bocca della Verità: è gremita. All’ingresso c’è una strettoia, si fatica ad entrare. Ormai non c’è più pudore a parlare di cifre a cinque zeri. La tensione della mattina è svanita, è tutto una festa. Si segue il comizio distrattamente e si continua a vedere entrare ancora altri manifestanti. Si cerca un bar, mentre ai gazebo allestiti dai compagni birra e acqua sono finite da un pezzo. È vero, siamo in tanti! Il confronto con la piazza di Di Pietro non si teme più. Ci si rilassa, finalmente, seduti sull’erba, usando le bandiere a guisa di telo. Si fa ora di tornare. La metropolitana al ritorno è intasata che è un piacere. Prima di rimettersi in viaggio, si dà fondo ai resti del pranzo. Si parte che è già notte, soddisfatti. Poco male, a questo punto, perdersi la partita della Nazionale che non va oltre un mediocre pareggio a reti inviolate.

* Ercole Ercoli è Pierluigi Foglia Manzillo

mercoledì 8 ottobre 2008

Per l'acqua pubblica


IL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA di Castellammare continua a voler essere in prima linea nella “battaglia dell’acqua” a Castellammare, in Regione Campania e nelle piazze italiane.

IL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA di Castellammare sta seguendo e sollecitando il ricorso, promosso dal Sindaco di Castellammare a seguito anche dell’Odg votato a suo tempo da tutto il Consiglio Comunale, contro l’affidamento della Gestione alla GORI avvenuto con “affidamento diretto” , nonché sul cambio delle quote azionarie tra gli stessi privati.
Per questo motivo appoggiamo il Referendum consultivo cittadino per la ripublicizzazione delle acque promosso dal “Comitato delle acque di Castellammare” e saremo ai tavoli del Comitato per poter dare il massimo di sostegno anche operativo per una battaglia di cui questa è una tappa sicuramente importante.

Il Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista Biagio DI RUOCCO è a disposizione del Comitato per la eventuale autentica delle firme.
La ripubblicizzazione delle acque è perfettamente dentro la grande MANIFESTAZIONE DELL’11 OTTOBRE A ROMA di tutte le sinistre di opposizione, da Castellammare partirà un pullman per questo importante appuntamento e siamo sicuri che gli amici del “Comitato delle acque di Castellammare” garantiranno la loro presenza.

martedì 7 ottobre 2008

Sinistra stabiese

Rifondazione Comunista ha sottoscritto, insieme ai Socialisti, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica un documento politico per rilanciare il ruolo della sinistra stabiese nel rapporto con l'Amministrazione Comunale. Il Prc si augura che anche i Verdi possano condividere tale documento e auspica una soluzione alle difficoltà del Partito Democratico.


Il Partito dei Comunisti Italiani, il Partito della Rifondazione Comunista,il Partito Socialista Italiano, la Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo, dopo diversi incontri dedicati alla situazione politico-economico della città hanno deciso di costruire

il “TAVOLO PERMANENTE DI CONSULTAZIONE DELLA SINISTRA STABIESE”

al fine di avviare un percorso unitario teso a rafforzare e rilanciare l’azione, già intrapresa dall’Amministrazione Comunale, sul terreno dello sviluppo e dell’occupazione e rendere ancora più incisiva la presenza dei Partiti della Sinistra nell’ambito della coalizione di centrosinistra che sostiene il Governo cittadino.

Allo stato la coalizione di centrosinistra, a causa delle dissidenze tutte interne al Partito Democratico, attraversa un momento di grave difficoltà che si scarica sul Consiglio Comunale, rischiando di paralizzarne l’attività.
I Partiti della Sinistra Stabiese ritengono che da questa difficoltà si debba uscire rapidamente riportando la discussione tra le forze politiche sui temi veri che interessano i cittadini e non sugli equilibri interni a questo o quel partito.

IN TAL SENSO CHIEDONO AL SINDACO VOZZA DI INDIRE ENTRO LA FINE DI OTTOBRE LA GIÀ ANNUNCIATA CONFERENZA PROGRAMMATICA CHE RIPRENDA LA DISCUSSIONE E LE DECISIONI SULLO SVILUPPO DELLA CITTÀ.

I temi prioritari, peraltro già all’attenzione dell’Amministrazione, da mettere al centro della Conferenza Programmatica sono:
un utilizzo dei Fondi Europei finalizzato all’incremento occupazionale e al risanamento ambientale;
la costituzione del Distretto Industriale;
il destino dell’AVIS;
le ipotesi d’investimento per la FINCANTIERI e il suo indotto;
il rilancio del porto commerciale;
la definitiva sistemazione delle questioni del porto turistico;
le Terme di Stabia;
un intervento di riequilibrio tra spiagge pubbliche e private;
la condizione urbana: servizi, vivibilità e ambiente;
la riqualificazione dei quartieri periferici;

Su questi temi il “TAVOLO PERMANENTE DI CONSULTAZIONE DELLA SINISTRA STABIESE” presenterà proposte unitarie atte a rilanciare il confronto programmatico con tutte le altre forze politiche, in particolare con il Partito Democratico, auspicando, in questo modo, la ricomposizione della coalizione di Centrosinistra per completare, in maniera positiva, la consiliatura e porre le basi di una sua riconferma nelle elezioni amministrative del 2010.
Solo dal confronto e dalle soluzioni da dare ai problemi dello sviluppo, dell’occupazione e della qualità della vita della Città, si può rilanciare la coalizione e determinare le condizioni per un governo più efficiente e rappresentativo di tutte le forze che condivideranno in maniera seria le conclusioni della Conferenza Programmatica.

Partito dei Comunisti Italiani
Enzo Lombardo

Partito della Rifondazione Comunista
Enzo Celotto

Partito Socialista Italiano
Catello Esposito

Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo
Catello Imparato

sabato 4 ottobre 2008

Note tecniche verso l'11 ottobre

L'autobus per partecipare alla manifestazione nazionale contro il Governo Berlusconi, promossa da tante forze della sinistra, sarà sabato 11 ottobre a partire dalle ore 9.00 nelle vicinanze di Villa Stabia.
Per prenotare il posto:
puoi venire nella nostra sede di piazza Ferrovia mercoledì 8 ottobre dalle ore 18 alle ore 20
scrivere una mail a prcstabia@libero.it
telefonare ai numeri 3477707310 oppure 3475233314

e domani, tempo permettendo, saremo di nuovo in villa comunale per il volantinaggio pro-manifestazione

domenica 28 settembre 2008

Verso l'11ottobre

Come promesso stamattina eravamo in villa comunale a invitare le persone all'assemblea che terremo giovedì 2 ottobre, nella nostra sede in piazza Matteotti, per discutere i temi della manifestazione contro il Governo Berlusconi "Un'altra politica per un'altra Italia", che si terrà l'11 ottobre a Roma e sollecitare, stimolare, organizzare la partecipazione.



con la partecipazione straordinaria del segretario della federazione di Napoli :)



Ecco cosa diceva il volantino che abbiamo distribuito



11 OTTOBRE 2008 TUTTI A ROMA
PER LA GRANDE MANIFESTAZIONE DEL POPOLO DELLA SINISTRA E DI TUTTE LE OPPOSIZIONI

RITROVIAMOCI E RIPARTIAMO INSIEME


· per la pace e il disarmo;
· per difendere il potere di acquisto dei nostri stipendi e delle nostre pensioni mentre peggiorano le condizioni del lavoro e del disagio sociale;
· contro questo governo di destra che sta trasformando tutti i conflitti sociali in una guerra tra poveri;
· per difendere il mondo del precariato;
· per respingere l’attacco di Berlusconi e dei suoi ministri a : scuola pubblica - servizio sanitario -, all’universita’ - alla ricerca - ai diritti dei lavoratori e dei precari;
· per respingere il federalismo fiscale (voluto dalla Lega) e i tagli agli investimenti e alle infrastrutture penalizzando il nostro mezzogiorno e le già scarse possibilità di occupazione;
· per dare a noi e ai nostri figli la speranza di una nuova rinascita


GIOVEDI’ 2 OTTOBRE ALLE ORE 18.00

NELLA NOSTRA SEDE DI PIAZZA FERROVIA

RITROVIAMOCI TUTTI DONNE E UOMINI DI RIFONDAZIONE, DEI COMUNISTI ITALIANI, DELLA SINISTRA DEMOCRATICA E DEI VERDI DELLE ASSOCIAZIONI CITTADINE E LE DONNE E GLI UOMINI DI CASTELLAMMARE CHE NON SI RITROVANO CON QUESTO GOVERNO E CON QUESTA OPPOSIZIONE PER DISCUTERE DI QUESTI TEMI E ORGANIZZARE INSIEME
L’ 11 OTTOBRE LA MANIFESTAZIONE DI ROMA







giovedì 25 settembre 2008

Un'altra politica per un'altra Italia

Sabato 11 ottobre 2008 a Roma ci sarà la manifestazione contro il Governo Berlusconi.

Domenica mattina i compagni e le compagne del circolo "Ricolo" di Rifondazione Comunista saranno in villa comunale per distribuire materiale e invitare tutti quelli che vogliono aderire all'assemblea di giovedì 2 ottobre, nella sede di piazza Ferrovia, alle 18 per organizzare la partecipazione alla grande manifestazione di Roma



Informeremo tutti anche qui sulle modalità con cui parteciperemo
Ecco l'appello della manifestazione

Un'altra politica per un'altra Italia


Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un’Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l’emergenza evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali e nei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.Questa la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l’hanno sostenuto.
Una risposta che, naturalmente, ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un’altra idea di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. E’ una risposta che non può tardare ed l’unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e politica.

Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un’opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi:

1. riprendere un’azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso.La scommessa ridare prospettiva a un ruolo dell’Europa quale principale protagonista di una politica che metta la parola fine all’unilateralismo dell’amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all’occupazione in Iraq e Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin;

2. imporre su larga scala un’azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli “omicidi bianchi” necessario intensificare i controlli e imporre l’applicazione delle sanzioni alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro: lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;

3. respingere l’attacco alla scuola pubblica, all’Università alla ricerca e alla cultura, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E’ una vera e propria demolizione attuata attraverso un’azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti, l’introduzione di processi di privatizzazione, e un’offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L’obiettivo della destra al governo colpire al cuore le istituzioni del welfare che garantiscono l’esercizio dei diritti di cittadinanza. L’affondo costituito da un’ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà;

4. rispondere con forza all’attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell’autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;

5. sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere diritto di cittadinanza alle richieste dei movimenti per la libera scelta sessuale e per quelle relative al proprio destino biologico;

6. sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni., prima fra tutti l’acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo un’idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un’idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell’esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell’uso delle risorse e l’uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E’ fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico.

7. contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l’immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un’opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in affanno. L’attuale minoranza parlamentare non certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com’ da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all’attacco a cui sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali).Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell’offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un’opposizione politica e sociale che abbia l’ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per “fare insieme”, al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.Al tal fine proponiamo la convocazione per l’11 ottobre di un’iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un’iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento contribuire all’avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.

Prime Adesioni:Anna Picciolini, Bianca Pomeranzi, Maurizio Acerbo, Andrea Agostini, Mario Agostinelli, Vittorio Agnoletto, Andrea Alzetta, Fabio Amato, Bianca Dacomo Annoni, Ciro Argentino, Giorgio Arlorio, Giuseppe Albanese, Stefano G. Azzar, Andrea Bagni, Rossana Ballino, Paola Baraffi, Imma Barbarossa, Gianni Belloni, Alessandro Biasoli, Bianca Mara, Carlo Baldini, Maria Luisa Boccia, Gabriele Bollini, Elio Bonfanti, Carlo Borriello, Mara Bianca, Benedetta Buccellato, Alberto Burgio, Sergio Bellucci, Gabriele Bollini, Nerina Benuzzi, Maddalena Berrino, Fausto Bertinotti, Stefano Bianchi, Marina Bosco, Giacinto Botti, Augustin Breda, Antonio Bruno, Gloria Buffo, Oriella Busetto, Bianca Bracci Torsi, Paolo Cacciari, Daniele Calli, Maria Campese, Giovanna Capelli, Mauro Cannoni, Antonio Castronovi, Francesca Cavarocchi, Maria Grazia Campus,Sergio Caserta, Wilma Casavecchia, Cesare Chiazza, Elena Canali, Giuseppe Chiarante, Luciana Castellina, Guido Cappelloni, Bruno Ceccarelli, Stefano Ciccone ,Aurelio Crippa, Mario Cena, Luigi Cerini, Gianpiero Ciambotti, Paolo Ciofi, Anna Cotone, Eros Cruccolini, Claudio Cugusi, Rosa Maria Cutrufelli, Sandro Curzi, Flavio Cogo, Luisella De Filippi, Elettra Deiana, Nunzio D’Erme, Dante De Angelis, Loredana De Checchi, Paolo De Nardis, Piero Di Siena, Antonella Del Conte, Walter De Cesaris, Elena Del Grosso, Jose Luis Del Roio, Gemma De Rosa, Valeria Di Blasio, Pippo Di Marca , Mauro Di Marco, Dalma Domeneghini, Ferruccio Danini, Eugenio Donise, Erminia Emprin, Roberta Fantozzi, Pietro Folena, Riccardo Ferraro, Ciccio Ferrara, Eleonora Forenza, Loredana Fraleone, Mercedes Frias, Francesco Francescaglia, Davide Franceschini, Francesca Foti , Matteo Gaddi, Stefano Galieni, Don Gallo, Clara Gallini, Rocco Giacomino, Matteo Gerardo, Alfonso Gianni, Dino Greco, Fosco Giannini, Paul Ginsborg, Franco Giordano, Sergio Giovagnoli, Claudio Grassi, Cristina Grandi, Heidi Giuliani, Chiara Giunti, Alfiero Grandi, Giuseppe Gonnella, Celeste Grossi, Rita Guglielmetti, Paolo Halacia, Margherita Hack, Giuseppe Joannas, Igor Kocijancic, Pietro Ingrao, Donata Ingrilli, Beniamino Lami, Antonio Lareno, Rita Lavaggi, Gigi Livio, Salvatore Lihygm, Mirko Lombardi, Roberto Latella, Umberto Lauren, Piero Leonesio, Carlo Leoni, Orazio Licandro, Lia Losa , Salvatore Lihard , Dora Maffezzoli, Ramon Mantovani, Laura Marchetti,Gerardo Marletto, Graziella Mascia, Roberto Mastroianni, Corrado Mauceri, Filippo Miraglia, Sergio Mirimao, Citto Maselli, Giorgio Mele, Paolo Menichetti, Lidia Menapace, Gennaro Migliore, Gianni Min, Siliano Mollitti, Mario Monicelli, Valerio Monteventi, Giorgio Molin, Emilio Molinari, Andrea Morniroli, Andrea Montagni, Sandro Morelli, Roberto Musacchio, Gianni Naggi, Amalia Navoni, Fabrizio Nizi, Alfio Nicotra, Simone Oggionni, Andrea Occhipinti, Franco Ottaviano, Manuela Palermi, Mario Palermo, Gianni Palumbo, Simona Panzino, Luigi Pegolo, Elisabetta Piccolotti, Silvana Pisa, Francesco Piobbichi, Marina Pivetta, Giuseppe Prestipino, Giovanni Prezioso, Ciro Pesacane, Renata Puleo, Carla Ravaioli, Luigi Regolo, Fausto Razzi, Simona Ricotti, Tiziano Rinaldini, Giorgio Riolo, Anna Maria Riviello, Mino Ronzitti, Rossano Rossi, Giovanni Russo Spena, Francesco Saccomano, Mario Sai, Don Roberto Sardelli, Antonia Sani, Pino Sgobio, Ersilia Salvato, Pasquale Scimeca, Arturo Scotto, Luigi Servo, Anita Sonego, Claudia Sacconi, Raffaele Salinari, Consiglia Salvino, Davide Scagliante, Paola Scarnati, Aldo Semeraro, Patrizia Sentinelli,Antonio Sgr, Graziella Silipo, Massimiliano Smeriglio, Niko Somma, Gabriella Stramaccioni, Maria Luisa Severi, Bruno Steri, Gigi Sullo, Luigi Tamburino, Federico Tomasello, Patrizio Tonon, Massimo Torelli, Stefano Tassinari, Aldo Tortorella , Sergio Tosini, Luca Trevisan, Mauro Valiani, Mauro Vannoni, Fulvio Vassallo Paleologo, Benedetto Vertecchi, Nichi Vendola, Jacopo Venier, Pasquale Voza, Sergio Zampini, Renato Zanoli, Maurizio Zipponi, Angelo Zola, Katia Zanotti

mercoledì 24 settembre 2008

Perché siamo qui

Perché un blog? Non ce ne sono già troppi nel mare virtuale? Non è meglio parlare con le persone in carne ed ossa piuttosto che smanettare in solitudine su una tastiera alla luce fredda del monitor? E poi a chi vuoi che gliene importi di discutere di politica, sinistra, diritti? Tanto le elezioni le abbiamo perse irrimediabilmente, il 13 e il 14 aprile scorsi, e siamo scomparsi dal Parlamento. Ora Berlusconi è al Governo e la strada per la sinistra è tutta in salita.

Perché ne sentiamo il bisogno. Siamo gli uomini e le donne del circolo di Rifondazione Comunista a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, e avvertiamo la necessità forte, urgente, stringente di avere un luogo dove raccontare la nostra storia, la nostra città con tutte le sue potenzialità e contraddizioni, il nostro Sud stretto tra la crescente povertà e il disegno antimeridionalista del Governo. Partendo da noi. Dalle iniziative che, come circolo, riusciremo a mettere in campo per animare il dibattito politico e culturale nella nostra città e ricominciare a costruire un percorso a sinistra.

Perché crediamo che la sinistra, pur essendo stata cancellata dal Parlamento, esista nella società, dove è forte la richiesta di tutela dei diritti dei lavoratori, dei precari, delle donne e degli uomini in carne ed ossa e anche qui vogliamo discutere su come avviare la ricostruzione.

Perché vogliamo una finestra aperta sulle altre realtà cittadine, provinciali e regionali con cui scambiare esperienze e opinioni.

Perché per noi la lotta alla camorra, la tutela dei diritti, la difesa della pace, la costruzione di migliori condizioni di vita vanno ribadite in ogni sede. Anche quella virtuale.

Perché riteniamo importante tenere aperti quanti più spazi di informazione è possibile.

E se proprio questi nostri perché non vi bastano, pazienza! Continueremo a stare qui perché abbiamo il “vizio” di pensare e il desiderio di fare politica a favore dei più deboli.

E se, invece, la cosa vi può interessare fateci il vostro “in bocca al lupo” e tornate spesso a trovarci per scoprire appuntamenti e iniziative del circolo Prc e dire cosa ne pensate, magari proponendo nuovi temi. Insieme possiamo costruire un luogo collettivo di confronto.