Si mobilitano in tutto il Paese studenti e docenti. Si esce dalle aule per far sentire la voce di chi nella scuola vive e lavora.
La cosiddetta riforma Gelmini opera pesantemente con tagli da 8 milioni di € tra insegnanti e personale ATA e con la chiusura di oltre 4.000 scuole sul territorio.
Nella scuola elementare con la restaurazione del maestro unico si prospettano radicali tagli al personale e riduzione dell'offerta oraria e didattica che inciderà sulla gestione familiare a carico delle donne.
La scuola pubblica diventerà sempre più povera di risorse sia umane che economiche.
La cosiddetta riforma Gelmini opera pesantemente con tagli da 8 milioni di € tra insegnanti e personale ATA e con la chiusura di oltre 4.000 scuole sul territorio.
Nella scuola elementare con la restaurazione del maestro unico si prospettano radicali tagli al personale e riduzione dell'offerta oraria e didattica che inciderà sulla gestione familiare a carico delle donne.
La scuola pubblica diventerà sempre più povera di risorse sia umane che economiche.
I tagli ai fondi per la ricerca negli istituti universitari bloccano lo sviluppo scientifico e culturale del Paese, mettendole nelle mani di fondazioni private che, inevitabilmente, indirizzeranno le finalità dei progetti.
L'abbassamento dell'obbligo scolastico a 14 anni aumenterà il numero di ragazze e ragazzi senza un'adeguata preparazione culturale.
Un popolo che non è culturalmente cosciente è un popolo non libero che ha perso il riferimento alla nostra Costituzione democratica e antifascista.
La cosiddetta riforma Gelmini impoverisce la scuola pubblica, la scredita lasciando che perda linfa vitale, opera affinché si esaurisca il dialogo democratico e critico al loro interno con strumenti punitivi, come il 7 in condotta, che non risolvono i reali problemi dell'istruzione come il bullismo.
Il partito al potere, il partito dominante, che opera per vie costituzionali ma non democratiche manda in rovina la scuola di Stato, impoverisce il suo bilanci, ignora i suoi bisogni.
Ci batteremo al fianco del mondo della scuola e dell'Università per fermare l'attacco al cuore della nostra democrazia. Agli inizi di novembre promuoveremo un'assemblea pubblica per dare voce a tutti.
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